La saga dei Poldark, un classico moderno: Ross Poldark e Demelza

È sera, fuori fa freddo, e siete alla ricerca della vostra prossima lettura. Avreste voglia di un classico, però non apprezzate il linguaggio ricercato e ampolloso, avreste voglia di leggere qualcosa ambientato nel passato o una lettura che sappia risvegliare il vostro lato romantico che da tempo è sepolto sotto strati e strati di realismo... Bene, se cercate un classico che non sia proprio un classico, se avete voglia di romanticismo non sdolcinato, se vi va una saga famigliare immersa nel passato il primo libro della
saga dei Poldark è quello che state cercando!

Non fatevi scoraggiate dal fatto che la saga sia composta da 12 (!!!) libri, di cui solo il primo è stato tradotto (il secondo dovrebbe arrivare per i primi di febbraio, dicono)!!
...vi rivelo che io stessa per circa un anno me ne sono tenuta alla larga proprio per questo... Sono capitolata solo dopo aver visto la prima puntata della serie... Grazie Aidan Turner!!
Potete leggere benissimo solo il primo che è comunque auto conclusivo.

L'autore Winston Graham, romanziere inglese morto nel 2003 e autore anche del romanzo da cui venne tratto il film "Marnie" di Alfred Hitchcock, scrisse la sua lunghissima serie diluendo i volumi in un lungo arco di tempo.
Il primo volume fu infatti pubblicato nel 1945, mentre l'ultimo, "Bella Poldark", è uscito solo nel 2002. Ed è un mistero il motivo per cui in Italia la serie non sia mai arrivata, nonostante la fama di cui gode in patria. Fama e clamore che hanno già prodotto una celebratissima serie (anzi sceneggiato!) negli anni '70, in cui Ross Poldark rispecchiava canoni estetici un po' diversi rispetto agli standard attuali…cough cough…
Siamo nel 1783, in una Cornovaglia sferzata dal vento, terra dura e aspra che si affaccia sulle scogliere e punteggiata da miniere.
Ross Poldark, giovane indomito e ribelle, torna a casa dopo aver combattuto nella guerra di indipendenza americana e gli piombano sul groppone una bella dose di sfighe:

  • scopre che il padre è morto lasciandogli una casa in rovina (la mitica Nampara) in balia di due servi fannulloni e ubriaconi. Ma che a me fanno tanto ridere! Una hola per Prudie e Jud!
  • Scopre che la donna di cui è perdutamente innamorato, Elizabeth, si sta per sposare con suo cugino Francis (un idiota totale!)
  • Scopre che il padre gli ha lasciato una miniera, in rovina pure quella, e pochi spiccioli.

Ma Ross è un uomo che non deve chiedere mai, rimbocca le sue maniche e quelle dei servi fannulloni e si mette a sistemare Nampara per farla ritornare vivibile, culla il sogno di riaprire la miniera e poi si strugge di amore non corrisposto per Elizabeth, che ormai è di un altro.
Infine un giorno di mercato si imbatte in una ragazzina e nel suo cane pulcioso e se li porta a casa. Lei è uno scricciolo pulcioso come il cane, maltrattata dal padre. Ross la prende come domestica e Demelza in pochi anni sboccerà diventando una donna forte come e più del suo padrone.

Ross Poldark vi irretirà tra le sue pagine e non potrete più metterlo giù.
La sua forza sta nel protagonista forte, umano, tormentato, eroico.
Un signorotto locale che non ha paura di sporcarsi, di lavorare come la gente del volgo di cui è amico e con cui spesso si mette alla pari, lavorando in miniera accanto a loro. In fondo Ross è uno di loro nella sua poco aristocratica inclinazione alle bevute e alle scazzottate. In questo suo aspetto egli è molto umano, fragile, esposto ai suoi sentimenti, allo stesso tempo pare essere perfetto e senza difetti (forse l'unica nota stonata del personaggio)

Un altro punto di forza del romanzo è la capacità, quasi femminile, che ha l'autore di parlare dei sentimenti e guardare nell'animo dei suoi personaggi. Piu volte ho dovuto ricordare a me stessa che Graham è un uomo.
Senza contare il lato romantico della vicenda che non è mai sdolcinato o eccessivo o esagerato...e ve lo dice una che tra le liste dei libri da leggere ne ha una sui libri romantici per chi non è romantico!

I personaggi secondari sono altrettanto centrati.
Dalla Demelza che da bambina sia trasforma in donna, ai domestici "comic relief", ai cugini di Ross più altolocati ma sicuramente meno di cuore.
E poi c'è il linguaggio di Graham che ambienta il suo romanzo in un tempo storico lontano, adottando però un linguaggio immediato che coinvolge il lettore che ama il romanzo storico e lo irretisce con il modo in cui sa descrivere il duro paesaggio dei minatori di fine '700.

La saga dei Poldark è magica, quando finirete l'ultima pagina di "Ross Poldark" vorrete continuare a rimanere in quella Cornovaglia rude e aspra e non vorrete leggere altro che delle vicende di Ross, Demelza, Elisabeth, Francis e tutti gli altri personaggi... io stessa sono da settimane in questo mood. Tanta era la voglia di rimanere a Nampara che non ho potuto aspettare che il libro uscisse in italiano e l'ho recuperato in originale!
Non mi soffermerò sulla trama di questo secondo volume per non anticipare nulla di quanto succede, cercherò di trovare le differenze rispetto al primo volume.

Descriverei "Ross Poldark" come il chiarore dell'alba dopo una notte particolarmente scura, opprimente, una nottata di pioggia battente e venti furiosi. Ross è questa notte scura, il nostro eroe nel primo volume lotta e riesce a trovare la serenità e l'equilibrio dell'età adulta.
Nel secondo volume (e non fatevi ingannare dal titolo, non è incentrato solo su Demelza ma continua a raccontare dell'intera famiglia) le acque si fanno più torbide, l'alba luminosa e carica di speranza scolora in un giorno che via via si fa sempre più opprimente, come una cappa di umidità che prepara una tempesta.
Molti ostacoli aspettano Ross, il rapporto con la donna che ama subisce duri contraccolpi e mostra qualche crepa che immagino  allargheranno le loro ombre nei prossimi volumi.
E non va tanto bene nemmeno sul fronte degli affari con la rivalità con i Warleggan che è ormai scontro aperto.

Punti a favore: molte trame che nel volume precedente sembravano essere state abbandonate o concluse malamente e in modo affrettato qui si evolvono e vengono portate avanti.
Devo ammettere che ho trovato il volume leggermente inferiore al primo (sarà colpa della maledizione del secondo volume?), forse Graham si sofferma troppo sulle vicende sociali: la storia della compagnia di fusione è leggermente noiosa, anche se sono consapevole che serve per introdurre la rivalità Poldark-Warleggan. Aggiungo anche qualche nuovo personaggio abbastanza antipatico - l'attricetta Keren Smith vi dice nulla?

Quattro considerazioni sulla lingua: il mio consiglio è, se siete curiosi ma non avete un buon inglese, allora questo non è un volume con cui cimentarvi.
Il livello è medio-alto. Il volume riporta spesso dialoghi in linguaggio colloquiale così come dovevano parlare i minatori a quel tempo. Jud, Prudie, i minatori, la stessa Demelza, non sono persone istruite. Demelza studia da signora ma ancora non lo è e il loro linguaggio non è certamente quello dell'inglese di Oxford. Le parole sono troncate e spesso la loro grafia somiglia ai suoni che producono. Il consiglio è leggere ad alta voce quei dialoghi e riuscirete a capire cosa significano dal loro suono.

D'obbligo poi la visione della serie TV con un Aidan Turner che vale da solo la visione!!!! …poi come falcia il fieno lui… non ha prezzo!!!! ;) ;) ;)

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